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IL CANTIERE | Sara Marasso | short press

NO COMFORT ZONE (debutto 2018) 

“Uno spettacolo estremamente equilibrato, anche nella durata, ricco nella dimensione del movimento che è molto carezzevole. La cifra stilistica dell’intera coreografia potrebbe essere definita carezzevole. Sara Marasso non è una coreografa impositiva, neanche con sé stessa, lo si vede bene in tutto il lavoro. L’impressione è che lei davvero esplori fino a trovare quel movimento che risuona con ciò che sta cercando. Il suo corpo è misura: misura con l’avambraccio, la mano, il braccio, misura con la spalla, fa un processo di misurazione che trovo molto bello a vedersi. […] Infine c’è questa capacità di passare dall’ossessione al lirismo: infatti il finale ha questo tipo di apertura, una dimensione come di speranza. La musica qui è lasciata andare nella sua interezza, così come il corpo si lascia andare alla caduta e al sostegno, ad una dimensione poetica. E lì ritorna a danzare, più secondo una dimensione di canone tradizionale in cui c’è un’idea di fluidità, con un passaggio dalla frammentazione alla continuità che emerge chiaramente anche a livello di movimento. Secondo me tutti questi elementi drammaturgici il pubblico li coglie molto bene perché Sara Marasso e Stefano Risso non sono didascalici per niente, lavorano seriamente attraverso un loro processo compositivo, consapevoli che ogni passaggio è necessario ma alla fine tutto il lavoro risulta veramente coinvolgente. E lo è su vari piani, a livello emotivo, percettivo, a livello strutturale, tanti sono i livelli possibili di lettura. Lo spettacolo riesce così a comunicare in modo diretto al pubblico perché alla fine gli elementi di rottura e di ricerca, che sono presenti, sono consegnati dentro una chiusura della forma”. A. Pontremoli, parafrasi del suo intervento ad Autunno Danza Festival,
Teatro Massimo, Cagliari Novembre 2018 

HABITAZIONI (2017/2018) 

“Impronte e appoggi a livello sonoro, di movimento e di parole, elaborati a partire da elementi semplici e quotidiani osservati nel luogo di residenza sono diventati la traccia drammaturgica del team creativo. Oggetti, sensazioni, ricordi diventano indizi. Attraverso il gioco, che coinvolge il pubblico durante la performance, habitazioni riflette sul senso dell’abitare e sulle abitudini: cambiarle è difficile perchè sono forti e inconsapevoli, sono l’appoggio che crea identità. Sul corpo tracce della socialità, dell’aver abitato e appreso modi, gesti, parole. (…) Dalla loro ricostruzione prendono vita storie, immagini e racconti che parlano di storie personali e collettive.”. F. Rosso, La Stampa 17 Aprile 2018

MAPPING EXTENDED (2016) 

“Amo la danza non certo per vedere estetismi inesorabilmente chiusi nel cerchio della perfezione, che noia; cerco l’opposto: la deflagrazione delle inquietudini che cercano una propria collocazione nel mondo delle imperfezioni.(…) Nel vostro Mapping Extended: ciascuno di voi, Sara, Alessandro, Stefano ha in mano la propria placenta bianca sulla quale, che lo vogliate oppure no, scriverete la vostra condanna o la vostra salvezza. Inesistenti. Inesorabili. Quella placenta l’avete consacrata e dissacrata – rumori, suoni, movimenti, sospendendo il pubblico nello spazio senza fiato tra malessere e incanto. Avete affidato a noi, al pubblico, la scelta. Siete sopravvissuti divorando il bianco della placenta per sopravvivere. Fiondata nel cielo per farne adorabile idolo. A cui non sottomettersi mai, anzi, in lotta continua, tra membra, suoni, indifferenze di passaggi non casuali. Fino all’esaurimento, noi storditi da suoni vetrosi che le unghie non scalfiranno mai. Le arti non sono nate per consolare spiriti allegri ma come ricerca di un senso che non c’è. Inevitabile da cercare. Sempre”.  R. Rostagno parafrasi del sua presentazione alla serata conclusiva del progetto Motori di Ricerca Lavanderia a Vapore Centro Regionale per La Danza, Aprile 2016 

“Mapping Extended” apre su una scena di un candore abbacinante, investita da un freddo blu elettrico. Il suono si fa assordante e un controluce acceca la platea mentre un corpo si racchiude, costretto tra l’invadenza dei due timbri. È in una genesi dalle tinte forti, estreme, che prende vita la mappatura corporea di Sara Marasso. Dalla posizione fetale dell’esordio il movimento si costruisce a singhiozzi e respiri, frammenti di traiettorie e singulti di gesti, e la danza, duttile e scomposta, cresce increspando la carta che abita la scena. La carta è l’interlocuzione materiale del trio Marasso – Sciaraffa – Risso che percorre i varchi tra le sue increspature e, fra distorsioni sonore e incedere vorticosi, forma e scompone ineffabili e infinite pieghe.”  G. Muroni, Teatro e Critica Aprile 2016

NO COMFORT ZONE ( prima residenza 2016) 

”Sara Marasso è una raffinata autrice di cultura filmico-tersicorea, sempre alla ricerca di un linguaggio contemporaneo in stretta relazione con altre forme di espressione artistica. Formata inizialmente alla scuola di Anna Sagna, poi al Laban Centre di Londra, a Parigi e quindi con maestri atipici come Diverrés e Vandekeybus, la Marasso è specialista di contact-improvisation e definisce “corpo-grafia” la propria arte di movimento. Apprezzata in numerosi festival (…) la coreografa torinese è stata scelta con il suo ultimo progetto, “No Comfort Zone”, per varare il piano delle Residenze coreografiche alla Lavanderia a Vapore di Collegno. Realizzato dalla sua compagnia “Il Cantiere” con il supporto di Torino Danza e in collaborazione con Interplay, “No Comfort Zone”, uno dei primi titoli selezionati dal Circuito Teatrale del Piemonte, è visibile alle 18 alla Lavanderia, nell’interpretazione della sua autrice, circondata dai materiali visivi di Fenia Kotsopoulou ed accompagnata dai suoni elettronici e ukubass di Stefano Risso elaborati dall’op. 131 di Ludvig van Beethoven. Maturato durante l’estate nella residenza portoghese della Companhia Instavel- Teatro Campo Alegre, ‹‹No Comfort Zone – spiega la performer – esprime un’idea di creazione multidisciplinare implicante un margine di rischio ovvero di non conforto››.” C. Allasia, La Repubblica, Aprile 2016 

“ (…) una danza frammentata che sembra riflettere una mente distratta da parole, frasi e discorsi che lei sola conosce. Come nel silenzio della notte, quando sotto le calde coperte del letto, affiorano mille pensieri costringendo il sonno a ritardare la sua comparsa. Al risveglio le occasioni di distrazione aumentano.(…) Non c’è tregua. Le cadute sono inevitabili. L’importante è risollevarsi, ritagliarsi uno spazio e prendersi cura di sé. L’incontro con l’altro porta un cambiamento. Camminando fianco a fianco lungo il percorso all’occorrenza ci si afferra e aiuta a rimettersi in piedi. Bisogna fidarsi perché si rischia in due, ma insieme si vince e allora il volto accenna un sorriso. Sfuggire diventa un gioco, abbandonarsi un’opportunità.”
E. Canciani, Attraversamneti Multipli, Ottobre 2016 

MAPPING RELOADED (2015) 

“Particolarissima la serata offerta dalla Lavanderia a Vapore sabao 11 Aprile 2015. (…) Creato e re-inventato per spazi molto diversi, Mapping, spettacolo che ha vinto la prima edizione di Motori di Ricerca, quest’anno, con la sensibilità della curatrice, apre ad una nuova mappatura degli spazi della Lavanderia. Sala prove, spogliatoi, docce, camerini, sono le location in cui l’arte si palesa, concedendo alla serata il quid dell’originalità. Un percorso scandito dall’acqua e dalle sue creature, un’immersione nel secondo elemento naturale e nella sua liquida leggerezza alla scoperta dell’ironia e del non sense. (…) Moltissime le suggestioni dunque che concedono alla serata non una fruizione passiva o frontale ma attiva e partecipativa, coinvolgente. Soprattutto quando, una volta riuniti tutti intorno a quello che di solito è il palco nel momento finale e coreografato della Marasso, attraverso le parole sullo schermo siamo tutti invitati ad abbaiare, miagolare, cadere, seguire gli altri come in branco. Tutti partecipi insomma dello stesso magico gioco dell’arte”. G. Bertuccio, WhipArt.it 2015 

NO STRINGS ATTACHED (2014) 

“(…) Bausch mi è tornata in mente quando ho visto una delle performance di Interplay, un Festival di danza nella città di Torino. Era un trio di donne coreografato da Sara Marasso, un pezzo titolato No strings attached #3, che mi ha colpito principalmente per il potere espressivo della stessa Marasso: un volto intenso, bello, supportato da un’esile, articolata ma vigorosa corporatura. Danzava con una qualità mimica silente e le sue lunghe braccia sembravano essere capaci di creare significati al di fuori dello spazio. Ma ciò che mi ha colpito in particolare è stato il suo viso che non mostrava alcun controllo emotivo sul resto del corpo, ma anzi rispondeva agli impulsi nello stesso modo con il quale lo facevano il torso, le braccia e le gambe. Qualche giorno dopo mi sono imbattuto in un passaggio della Poetica della Danza Contemporanea di Laurence Louppe, dove si discute sui cambiamenti espressivi fondamentali che sono stati parte dell’evoluzione della danza contemporanea: “Per prima cosa si deve autorizzare il corpo ad acquisire il ruolo espressivo che l’espressione facciale, fino a quel momento, aveva monopolizzato”. Louppe, poi, cita Hanya Holm: Il volto è sicuramente lo specchio di tutto ciò che accade, ma non dovrebbe essere più rilevante del necessario, e non dovrebbe sostituire tutto quello che accade nel corpo. Questo ha chiarito quanto avevo visto in Marasso, ciò che la coreografa era riuscita così efficacemente a comunicare. Si coglie una integrità verso l’espressione fisica quando ciò si verifica. Troppo spesso il volto finisce per mostrare la sua leadership emozionale e distrae a causa della sua enfasi. (…) La Marasso mostrava una chiarezza del gesto in cui ogni elemento del corpo aveva il suo spazio. L’emozione arrivava attraverso la gestualità del corpo.”N. Minns, Writing about Dance 2014 

“Il progetto No strings attached (…) Un’ottica di ricerca interdisciplinare e composizione che incrocia ed espande i linguaggi espressivi della danza e della musica.” F. Bernabini, Danza Effebi 2014  

“Dopo aver affinato il pensiero e la pratica della danza contemporanea nei centri più quotati in europa è in Piemonte che ha deciso di radicare la sua professione di coreografa. Le sue creazioni – corali o per lei sola, in teatro o in urbano – portano il segno di un’indagine accurata e diretta, colorata di freschezza e sfumata di sensibilità.” C. Castellazzi Intervista a sara Marasso per la pubblicazione curata da Piemonte Live 2013
 

WHEN I DANCE  I DANCE, WHEN I SLEEP I SLEEP (2012)

“(…)Tra le punte di diamante della nuova scena.” C. Allasia, La Repubblica 2012 

“When I dance..è un’evoluzione dall’ascolto introspettivo della forma assolo al duo come primo nucleo di comunicazione interpersonale. Ma non inganni la parola, declinata con humour in questa coreografia, il suo esercizio è solo un gioco: “quando danzo, danzo”. Al centro della composizione resta la danza e il suo statuto di arte dove è il corpo “pensante” a dire.” C. Castellazzi, Tuttodanza 2012 

“Il progetto When I dance, I dance… ribadisce la fiducia nella danza come segno scenico autonomo. La certezza che la danza possa fungere da mezzo comunicativo capace di elaborare un linguaggio sufficientemente articolato da non dover competere con altri in grado di meglio sviluppare temi e riflessioni.” Tuttoteatro 2012

SOLUZIONE PARZIALE A PROBLEMA TRANSITORIO (2010/2011) 

“Al silenzio del primo lavoro (Solo Carta) segue qui (Soluzione Parziale a problema transitorio) la collaborazione con un compositore di musica contemporanea, Gianluca Porcu, le cui musiche fanno da sottofondo ai movimenti apparentemente scomposti delle braccia che, per una volta, sono protagoniste della coreografia, guidando la danzatrice per la scena, quasi trascinandola di peso, diventando segni di orientamento e punti da cui perdersi. Un approccio di ricerca al movimento che emerge chiaramente anche nella coreografia dello spettacolo e che il pubblico presente ha mostrato di aver apprezzato”.
Al Napoli Teatro Festival, sala ridotto del Mercadante, Teatro.org 2011 

“Soluzione parziale a problema transitorio della torinese Sara Marasso è un assolo cesellato da un’artista sensibile che indaga i motori, le tracce e i riverberi del proprio movimento. Non si ripeta per lei la trita formula di coreografa emergente, la Marasso è matura per percorsi di levatura e ampiezza.”
C. Castellazzi, Tuttodanza 2010


EQUILIBRIO RESIDUO 
progetto laboratorio sulla relazione suono|movimento

“un’ottica di ricerca interdisciplinare e composizione che incrocia ed espande i linguaggi espressivi della danza e della musica”. F. Bernabini, DanzaEffebi

a cura di Sara Marasso e Stefano Risso

next date: Autunno danza Cagliari
Da domenica 11 a martedì 13 novembre 2018 
Ore 16-19
Teatro Massimo (sala M3)

Infoline 349 1841247 ; spaziodanzacagliari@gmail.com

C’è un quid di vitalità, un’intensità che si produce tra la musica e il movimento in reciproca relazione che vorremmo sperimentare in ogni forma compositiva. Non percepiamo alcuna differenza tra “improvvisazione” e “scrittura” coreografica e musicale: entrambe sono modalità di composizione che si differenziano solo nel tempo della loro esecuzione e nella possibilità di revisionare o meno quanto scelto.

Imparare a comporre nel tempo rapido dell’accadere richiede un lavoro lungo di preparazione e un allenamento specifico del corpo/strumento che è particolarmente interessante per ciò che presuppone e provoca. Richiede sempre una profonda capacità di gestione degli elementi messi in gioco e di riduzione all’essenziale del materiale emerso imponendoci di lavorare su costruzione e sviluppo. Partendo da un lavoro sul corpo e il suo spostarsi nello spazio proveremo ad entrare in relazione con il corpo e lo spazio della musica per comporre frasi e raccontare ritmicamente una storia minima.

@Lenzi

@Lenzi


associazione

È nata nel 2000 a Torino con un progetto di riqualificazione di spazi urbani in cantiere d’arte, a cui deve il nome, non ha mai avuto una sede operativa stabile e ha trovato negli anni una fisionomia produttiva nomade utilizzando spazi differenti che hanno permesso lo svolgimento delle attività di produzione e formazione grazie alla collaborazione con differenti artisti, associazioni, enti ed istituzioni del territorio, e con organismi nazionali ed internazionali.

poetica

Ci collochiamo in una prospettiva che considera la creazione contemporanea come incontro tra diversi linguaggi e pratica di ricerca.  Negli ultimi anni l’attività  del team artistico si concentrata sulla produzione di creazioni per spazio teatrale e site-specific in una prospettiva interdisciplinare aperta a progetti collegati all’arte visiva e alle nuove tecnologie, all’ arte contemporanea, alla composizione musicale contemporanea.

chi siamo

Dal 2014 la direzione artistica, affidata alla danzatrice e coreografa Sara Marasso, si è ampliata grazie alla collaborazione stabile con il musicista, bassista e compositore Stefano Risso aprendo una fase di progettualità artistica condivisa in cui è presente una forte relazione tra suono e movimento, sempre più spesso in un’ottica cross-disciplinare. Dal 2016 i progetti del Cantiere hanno coinvolto l’artista visiva e danzatrice Fenia Kotsopoulou. La direzione tecnica è affidata a Davide Rigodanza.

(Clicca sull’immagine o sul nome per approfondire)

@Mazzoli
@Mazzoli

Sara Marasso

Parallelamente a studi di cinema inizia ad interessarsi alla danza contemporanea incontrando a Torino A. Sagna, M.Francia, G.Rossi, P. Bianchi. Prosegue i suoi studi presso il Laban Centre for Contemporary Dance di Londra e a Parigi dove ottiene un diploma post-laurea presso il dipartimento danza dell’Universitè Paris VIII. Approfondisce la danza contemporanea, contact e improvvisazione, Body mind centering, Laban studies e yoga con, tra gli altri, P.Kyupers, A.de L.Harwood, J. Hamilton, C.Diverrès, W.Vandekeybus, S.Sandroni, MP. Grilli. Pratica ed insegna l’ Iyengar yoga.

Fin dall’inizio la sua formazione collega studio teorico e pratica di differenti tecniche di movimento in un’ottica di ricerca di un linguaggio contemporaneo per la danza in stretta relazione con altre forme di espressione artistica. Sottolinea questo approccio alla creazione con il termine corpo-grafia.
Le sue creazioni coreografiche sono presentate in numerosi festival nazionali ed internazionali di danza contemporanea e arti performative, quali Festival Torinodanza, Interplay, Les Repérages, Tanzmesse Düsseldorf, Charleroi Dance, Festival da Fabrica, FKM Belgrad, Festival Havana Vieja, Signal e Autunno Danza ed in diversi altri significativi progetti internazionali di creazione site-specific. Negli ultimi anni ha ricevuto riconoscimenti di critica ed il supporto produttivo di enti pubblici e privati tra i quali il Ministero per i Beni e Attività Culturali, Torinodanza Festival, Autunno Danza Festival, NEC nucleo de experimentaçao coreografica, Fondazione Compagnia di San Paolo.


@galerieMazzoli
@galerieMazzoli

Stefano Risso

La sua grande passione per la canzone lo mantiene sempre a cavallo fra la musica strumentale (jazz, avant-garde) e la musica vocale (rock, folk e d’autore). Ha scritto e prodotto per il teatro e ha collaborato con progetti musicali personali con scrittori e video artisti. Ha all’attivo più di cinquanta dischi, molti dei quali realizzati come leader o co-leader (HellmullerRissoZanoli, Barber Mouse, T.R.E., Vocifero, Les diables Bleus, fra gli altri), con etichette italiane, francesi, inglesi, finlandesi, svizzere e giapponesi, votati e riconosciuti dalle riviste specializzate dei differenti paesi.

Eclettico e curioso, ha suonato con musicisti e gruppi molto diversi fra loro, come Stefano Battaglia, Gianni Coscia, Roy Paci, Francesco De Gregori, Lalli, Meg.
I suoi lavori hanno ricevuto ampio riconoscimento dalla critica. Interviste e approfondimenti sui suoi progetti personali e collettivi compaiono nelle principali riviste italiane di settore, come Jazzit e Musica Jazz, e sui siti web specializzati, quali All About Jazz e Jazz Convention. E’ insegnante presso il Conservatorio di Trento.


Il Cantiere Associazione Culturale

via Madama Cristina 6
10125 Torino
tel +39.(0)11.81 71 870

e-mail: info@ilcantiere.net


photo M.Barbieri

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Emanuele Dellavalle