wall dialogue resistance

Un progetto in elaborazione, una performance cross-disciplinare  partecipata quale occasione per incontrare le persone e raccogliere idee e sogni su ciò che si può incontrare al di là del muro, provando ad immaginare oltre la separazione dagli altri, oltre e dentro l’incertezza e le difficoltà.

L’idea del progetto nasce nell’estate 2019, con una prima residenza che coinvolge un gruppo di studenti di una scuola di Teatro di Faro e che interroga il muro anche attraverso il gioco 1,2,3 stella. Nel 2020 il progetto viene sospeso. Dopo un periodo di riflessione e prove a distanza, viene presentato in forma di primo studio in occasione della riapertura dei Teatri in Italia, a Bologna, perdendo la possibilità di interazione e partecipazione diretta ma guadagnando inediti e nuovi significati.

L’oggetto simbolico e la guida pratica di questa ricerca resta il muro quale simbolo di frontiera, limite reale e luogo immaginario, che ci mostra la tensione tra il bisogno di protezione e il desiderio di andare oltre il conosciuto, permettendoci di esplorare quella “dimensione nascosta” dello spazio, che è al contempo fisico ed emotivo.

Riconoscendo una centralità al corpo quale strumento di ascolto e dialogo, partecipazione in prossimità come nella lontananza fisica con altri corpi, il progetto continua a coinvolgere le persone attraverso una domanda aperta: cosa c’è al di là del muro?

Una versione del progetto per gli spazi di Sa Manifattura è stata presentata a Cagliari per il Festival AutunnoDanza 27esima edizione, Settembre 2021

Crediti artistici e cast:

Direzione artistica : Sara Marasso e Stefano Risso 
Concept, coreografia e danza: Sara Marasso 
Sound design, live music e video: Stefano Risso 
Voce in prestito: Michele Di Mauro

Un ringraziamento speciale a Michele Di Mauro e a tutte le tante voci che ci sono state regalate per questo progetto.

Residenze studio 2019/2021: 

Rede More Residencia Temática Internacional / International Thematic Residence, DevirCapa Centro de Artes Performativas do Algarve, Faro, luglio 2019

ResiDANZE di Primavera, Teatri di Vita, Bologna, giugno 2020

Attraversamenti Multipli, Margine Operativo, Roma, settembre 2020

Autunno Danza Festival, Cagliari, settembre 2021

Teatri d’Autunno, Centro Artistico Il Grattacielo, Livorno, ottobre 2021

[…] . E così la domanda iniziale “Cosa c’è al di là del muro?” si stempera in un dialogo con il muro inteso non come ostacolo ma come condizione strutturale. Il muro delimita lo spazio, imponendo ai performer traiettorie interne che si scontrano con le pareti ma senza angoscia: sono esplorazioni e tentativi di forzatura, non assalti alla distruzione. E la domanda ottiene una risposta obliqua: “It’s about us and invisible things”, che Marasso scrive a caratteri cubitali sul muro, rimandando il senso del confine e della chiusura a una responsabilità individuale e sociale (riguarda noi), ma anche cose che non vediamo, che stanno al di là del muro ma che potrebbero starne anche al di qua, o al di dentro. E come per magia, l’enorme graffito con la scritta lentamente svanisce, come assorbito dal muro stesso, risucchiato dalla porosità di una parete di cemento che sembra respirare come cosa viva
Stefano Casi, “Il distanziamento sociale del Danzatore”
Casicritici, Giugno 2020